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La carta da lettere è ruvida al tatto ed è molto più spessa di quella che usiamo per spedire una
raccomandata oggi.

Il 15 ottobre si è tenuto a Codogno un workshop dal titolo “Quando non c’era il digitale: Memorie sulla
tecnologia nel lodigiano”. La scommessa che abbiamo accettato come organizzatori e organizzatrici è stata
quella di invitare i partecipanti a portarci un oggetto che raccontasse del mondo prima della tecnologia
digitale. E così è stato. Tra lettere, gettoni per il telefono, cassette musicali. Ma anche racconti della
merceria di Codogno che ormai non c’è più, di corredi ricamati a mano, di biancheria di cotone e assorbenti
lavabili. Cappotti, giacche e tessuti rammendati e passati da fratello a fratello. Si badi bene: indossati da
una generazione all’altra, non trasformati attraverso una catena di gestione dei rifiuti. E poi oggetti un po’
più grandi, come i cortili delle case, che permettevano a bambini e bambine di giocare tra di loro, alle
mamme di vedere se la vicina poteva tenerle i figli mentre andava a fare la spesa; ma anche di spettegolare.
Socialità e controllo sociale. I cortili delle case raccontano di uno spazio domestico molto più allargato alla
vita pubblica di ora, dell’abitudine di ricevere visite in casa senza avvertire prima con una telefonata, di figli
cresciuti in una rete molto più allargata di ora. E poi spazi con una separazione dei sessi molto più marcata
di ora, quando le donne che andavano al bar, facevano storcere nasi e bocche.

La sfilza di lettere private, che un ex insegnante di Lodi ci ha portato, ci racconta anche di abilità che
ormai si sono perse. La carta da lettere è ruvida al tatto. “Faccio fatica a trovare una buona carta oggi”, dice
un’altra ex insegnante. La grafia è attenta ed è elegante. Scrivere a mano significava scrivere bene, metterci
cura e attenzione. La forma è sostanza quando si scrive a mano. Chi lo fa vuole dare un messaggio al lettore
o alla lettrice, ovvero che si è dedicato a scrivere quella lettera per lei o lui. La macchina standardizza la
forma. Ci toglie la fatica di tirare fuori delle lettere belle e comprensibili. Ci lascia tempo ed energia per
dedicarci al contenuto e alla grammatica. Ma toglie quell’attenzione all’estetica e quella traccia di unicità
che fa sì che ogni scritto a mano sia, in fondo, diverso l’uno dall’altro. E forse anche per questo
riconoscibile.

No. Non sono solo i cellulari e i social network. La carta da lettere è una metafora perfetta della modernità,
di ciò che si guadagna e ciò che si perde con il progresso tecnologico. Eventi come il workshop di Codogno
permettono alla boom generation di trasmettere conoscenze e punti di vista di cui abbiamo un disperato
bisogno per capire in che modo la tecnologia digitale abita le nostre vite.